# 14
( martedì, 29 dicembre 2009; 11:37 )


Non sono mai stata veramente brava con quelle cose da bloggers, sapete, la pseudo-lettera a Babbo Natale e lo pseudo-resoconto dell'anno passato (ma mi piace leggerli): ogni anno mi dico 'questa volta lo faccio eh', e puntualmente me ne dimentico o mi viene in mente quando è troppo tardi - a Santo Stefano o il 2 Gennaio - e quindi ciao ciao ci riproviamo l'anno prossimo. Un'altra cosa che non so fare è finire ciò che inizio (il cibo esula dal discorso, sia chiaro): il test della Bea è lì, fermo al punto quattro, in una cartellina nel mio pc, e penso che non lo finirò mai, visto il tiro mancino che mi ha tirato questo stronzo di Splinder (che salutiamo affettuosamente) quando l'avevo finalmente finito. Sigh.
A quanto pare tutti hanno odiato questo 2009, deve essere stato un anno davvero pessimo, tra crisi, troppo caldo, troppo freddo, statuette lanciate qua e là e cose così. Be', per me non è stato così male, questo 2009, un po' ambiguo per certi versi: ho sofferto un po', ma sono cose che capiitano, quando si cresce. Ho scoperto che quell'amicizia perfetta non lo era poi così tanto, anzi, non lo era per niente, e la Lepre Marzolina ha lasciato il Cappellaio a bere il tè da solo. Mi manca il rapporto che avevamo, questo sì, ma io più che telefonare per sentirmi dire che non c'è, che è uscita con il suo noioso, insopportabile e fastidioso J. cosa posso fare? Non posso inseguire nessuno, non sono Alice e lei non è il Bianconiglio. Oh, questo 2009 ... Mi sono iscritta a Facebook, non ho imparato a cucinare come invece speravo, sono diventata più emotiva, ho visto parecchi film per i miei standard ma, per i miei standard, ho letto pochissimo (16 libri. Ah, ma l'anno prossimo .. ). La compagnia si sta lentamente distruggendo, ma i rapporti con quelli che meritano si fanno più forti. Oh, e l'amore c'è stato. Lui c'è stato, sempre, quando sono caduta in depressione, quando avevo le mie crisi, quando avevo anche solo l'influenza, quando piangevo, quando ridevo, quando dormivo, sempre. Quindi, 2010, segui l'esempio.

P.S. Babbo Natale, per l'anno prossimo mi raccomando: più spirito natalizio e più neve.


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# 13.5
( martedì, 15 dicembre 2009; 11:01 )


Splinder mi ha appena cancellato il post col test della Bea! Che ingrato, dopo un mese di assenza ... !

C'è un po' un cielo da neve no ?


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# 13
( mercoledì, 18 novembre 2009; 12:00 )


La mia testa sta per scoppiare, ne sono certa, datele ancora qualche giorno e poi farà BOOM - o POF, CRACK, come volete voi - e verrà riversato fuori tutto quello che ha ingerito in questi giorni: vedrò Hegel scivolare via con le sue 'foglie secche mai state verdi' , le funzioni si alzeranno in volo come farfalle, sembrando molto meno orribili di quanto siano in realtà, il mio amato Zola fuggirà in esilio gridando un ultimo disperato 'J'accuse!' , Brecht continuerà a non trovare risposte nei libri di storia, la Grecian Urn di Keats si infrangerà sul pavimento e grossi pezzi d'argilla finiranno sparsi in tutta la stanza, il Bold Lover vicino alla porta e l'amata lontano, davanti alla finestra, la famiglia Malavoglia si sfalderà sotto i miei occhi stanchi e Seneca si aggrapperà al mio recchio sinistro, sussurrando direttamente al timpano le sue sententiae sul tempo sprecato. Sprecato. Sprecato ad una scrivania, anche se non so se c'è ancora il legno sotto quella montagna di appunti e libri di scuola, a studiare quando la pioggia fuori ti va solo venire voglia di rintanarti sotto il piumone a leggere quei libri che hai comprato giorni fa - Nanà Zia Mame e Cavie - o di fare l'amore o di uscire a fotografare i colori dell'autunno (sapete che il rosso delle foglie è uno dei più belli del mondo?) o anche solo di dormire come si deve, senza ansie notturne e incubi spaventosi.
E invece no, bisogna studiare studiare studiare e boom. Pof. Crack.

( oh, e domani divento maggiorenne. Bella roba. )


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# 12
( martedì, 13 ottobre 2009; 22:17 )


E pomeriggi ventosi passati nel tepore di un letto, avvinghiati insieme, ché arrivo a non sapere più dove finisco io e dove inizi tu, le gambe nude che si intrecciano in cerca di un qualche calore che è più dentro che fuori, più nel cuore che sui nasi infreddoliti. E ancora ore a raggomitolarmi meglio, con la testa appoggiata lì nell'incavo del tuo collo dove riesco a sentire il tuo odore anche raffreddata come sono, fino a che non mi addormento piano durante il film, vegliata dalle tue dita che giocano con i miei capelli né lisci né ricci. E poi ancora ripetersi parole sussurrate all'orecchio o soffocate contro il tuo petto, o semplicemente guardarsi negli occhi in un silenzio che e me sembra dire dieci cento mille cose che mi rendono più leggera. E dopo seguire con l'indice destro le vene del tuo braccio, ché sai quanto mi piacciono, no?, te l'avrò detto tante di quelle volte 'dio quanto adoro le tue vene'; e ad occhi chiusi percorrere il tuo corpo che ormai so a memoria, conosco le cicatrici che hai sulla schiena e la costola incrinata, so che hai le spalle forti ma che ne hai passate così tante che a volte mi chiedo se non sia troppo e se io riesca veramente ad aiutarti a portare il fardello; e ancora tentare di baciarti l'anima. E poi cercarsi freneticamente con labbra mani corpo e cuore. E sentirsi felici, ma felici davvero, nei ventosi pomeriggi d'ottobre.

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# 11
( domenica, 11 ottobre 2009; 15:19 )


Sì, d'accordo, non aggiorno da quasi un mese. Quindi via all'elenco puntato, su.


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# 10
( venerdì, 18 settembre 2009; 14:12 )


[ ... ] Je demeure auprès de lui, je sens le bonheur en moi, pareil à quelque chose que je pourrais toucher. Je me dis qu'il existe pourtant une joie au-delà de cette joie; et quand J. s'éloigne, tout pale, le souvenir de nos caresses, l'attente de ce qui va être le lendemain, me rend sourde aux plaintes, aux supplications, aux injures de ces pauvres gens qui ne savent pas ... qui n'ont jamais su ...

[ Thèrése Desqueyroux - F. Mauriac ]

Leggetelo, perché merita.


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# 9
( domenica, 13 settembre 2009; 20:44 )


Notizie sparse, baby.
Occhei, fine delle notizie.
Torno a gocciolare muco da qualche parte.

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# 8
( martedì, 01 settembre 2009; 16:37 )


Il mio tempo è scandito da parole di persone che hanno esurito il loro, di tempo. Cicerone Sallustio Cesare Livio Seneca mi ricordano che ormai l'inizio della fine - perchè di fine si tratta, questo è l'ultimo anno - si avvicina. Domenica sembrava autunno, noi a calpestare foglie già morte e a parlare di un futuro che a me pare solo un gran casino, ché quando hai solo diciott'anni quante cose che non sai .
Io davvero non ci voglio pensare a cosa farò tra un anno o tra otto, so solo che il prossimo settembre dovrò per forza prendere quella decisione da cui poi dipende tutto il resto, e mi spaventa da morire l'idea di dover decidere della mia vita sfogliando opuscoli. Opuscoli. Opuscoli. In realtà è una parola buffa.
Poi lo so come sono fatta, tenterò di svicolare fino all'ultimo, rimanderò con un semplice 'c'è ancora tempo' e via così fino all'ultimo momento quando per forza dovrò decidere qualche cosa di concreto.
Perché dalla morte non si scappa, è vero,  ma ancor più non si scappa dalla vita.


... E fanculo gli opuscoli, e fanculo Cicerone !


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# 7
( domenica, 16 agosto 2009; 20:04 )


Sono tornata a casa oggi dopo una decina di giorni  trascorsi in montagna con i nonni (decisamente troppo tempo, se solo conosceste mia nonna.).
Sono stati giorni di noia, giorni di letture assonnate - solo libri per la scuola, per diana - , giorni di nostalgia passati a guardare l'orologio sul camino fare tic tac in modo alquanto rumoroso, anche se forse era il silenzio attorno - o il vuoto che avevo io dentro - ad essere troppo grande. Ho guardato i secondi, i minuti, le ore trascorrere e mi sono chiesta se passassero davvero, ché a me pareva tutto quanto immobile e fermo. Continua ad essere tutto immobile e fermo anche se sono a casa, perchè la mancanza è una cosa brutta. Ma veramente brutta.
E' svegliarsi e sentire che manca qualcosa, lì dalle parti dello stomaco, e non è fame, no, è una cosa che l'appetito te lo toglie, ti fa stare male, poi pian piano ti abitui, eppure puff basta un niente e stai peggio di quando era appena partito, arrivi al punto che ti sembra ti scoppi il cuore dalla nostalgia, e quando mancano pochi giorni - cinque, per l'esattezza - allora il tempo si blocca. Si inceppa. Qualcosa nel suo complicato meccanismo fa poff e rallenta sensibilmente; è come un treno, rallenta prima di arrivare a destinazione. E tu stai lì a mangiarti le unghie, a guardare l'ora, a cercare di trovare qualcosa da fare ( le dieci versioni di latino di compito, magari ?) per tenerti occupata la mente - invano, naturalmònt - , a scrivere, a disegnare, a fare tutti i test idioti di facebook, e piano piano, ma proprio pianissimo, il giorno tanto atteso arriva. Il treno arriva alla tua stazione, e lì trovi chi hai aspettato per tre settimane.
E ti rendi conto che il viaggio, anche se interminabile, scomodo e angosciato, non è stato del tutto inutile.


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# 6
( mercoledì, 22 luglio 2009; 23:42 )


Sono qui, il foglio bianco,
la testa che mi scoppia di pensieri
e il cuore che esplode di emozioni
che non so raccontare.

E fa male.


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